Museo di Medicina Tropicale Giuseppe Franchini

Il Museo, primo in Italia e unico al mondo, fu realizzato da Giuseppe Franchini che, trasferitosi da Bologna negli anni Trenta, aveva costituito un Istituto di Patologia Coloniale cui nel 1934-35 fu annesso un Museo Coloniale che venne sistemato in via Camatta. Questo, che ospitava la collezione di medicina tropicale che Franchini aveva portato con sé da Bologna, fu incrementato con esemplari da lui raccolti personalmente o ricevuti in dono dalle istituzioni scientifiche da lui frequentate o inviati da allievi in particolare dall’allora Africa Orientale Italiana, dalla Libia, dall’Algeria, dall’Egitto, dall’Arabia, da Ceylon, dall’India, dal Congo Belga, dall’Argentina, dal Brasile, dal Messico e divenne Museo di Medicina Tropicale. Nel 1940, grazie al sostegno anche finanziario del dott. Guido Corni, il Museo, suddiviso in tre sezioni, Medicina indigena, Patologia tropicale, Zoologia, con l’annesso Istituto per le Malattie Tropicali e Subtropicali, venne trasferito presso la seicentesca Villa Pentetorri. Nel 1943 fu trasferito nell’ottocentesco edificio del Foro Boario e poi, vent’anni dopo, nel 1963, nel nuovo Policlinico in via del Pozzo presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali. Alla fine degli anni Ottanta fu collocato in una sala attigua al Museo Anatomico e recentemente è stato sistemato in maniera provvisoria nell’ultima sala del Museo di Zoologia.